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SUMMARY:Giovanni Battista Benedetti (1530-1590) tra matematica e musica di Danilo Capecchi
DESCRIPTION:Il prossimo seminario13 marzo 2025 (http://www.sisfa.org/seminari-sisfa/13-
 marzo-2025/)Giovanni Battista Benedetti (1530-1590) tra matematica e musica
 Danilo Capecchi - Università di Roma La SapienzaSebbene la tesi secondo cui
  la storia della musica e la storia della scienza siano inseparabili sia or
 mai esplicitamente accettata da tutti gli storici, solo pochi hanno tratto 
 la conclusione appropriata: per studiare la storia della musica, è necessar
 io utilizzare anche gli strumenti della storia della scienza.\nQuesto è par
 ticolarmente vero per la comprensione del pensiero dei teorici della musica
  alle soglie della rivoluzione scientifica, come nel caso di Giovanni Batti
 sta Benedetti (1530-1590), oggetto del seminario. Egli fu tra i primi matem
 atici professionisti a mostrare interesse per la musica speculativa, più di
  un millennio dopo il matematico greco Claudio Tolomeo (II secolo). Benedet
 ti riporta le sue considerazioni sulla teoria della musica in due lettere i
 ndirizzate al famoso musicista fiammingo Cipriano de Rore (1515?-1565), pub
 blicate nell'opera del 1585 Diversarum speculationum mathematicarum physica
 rum liber. Egli avanza su due fronti di indagine distinti. Da un punto di v
 ista matematico, si occupa dell'organizzazione delle scale musicali; da un 
 punto di vista fisico, della natura del suono e delle consonanze.\nForse il
  suo contributo più importante nella storia della musica è stato consolidar
 e l'idea che il suono sia dovuto a vibrazioni periodiche dell'aria e che le
  consonanze siano legate a semplici rapporti di frequenze piuttosto che a l
 unghezze astratte delle corde, che potrebbero al massimo spiegare i toni de
 gli strumenti a corda ma non di altri strumenti. Ciò ha permesso di dare un
 a spiegazione meccanicistica delle consonanze e di eliminare l'aura mistica
  associata ai concetti numerologici pitagorici e platonici.\nImportante sia
  per la musica sia per la meccanica è la prima dimostrazione teorica di Ben
 edetti secondo cui la frequenza di vibrazione di una corda è inversamente p
 roporzionale alla sua lunghezza.
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"><tbody><tr><td align="cen
 ter" bgcolor="#ffffff"><table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"><t
 body><tr><td><table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"><tbody><tr><
 td valign="top"><h2>Il prossimo seminario</h2></td></tr></tbody></table></t
 d></tr></tbody></table></td></tr><tr><td align="center"><table border="0" c
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 328832m_502957714386388713Le relazioni tra fisica e diplomazia nelle istitu
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 a"><strong><strong><strong>Giovanni Battista Benedetti (1530-1590) tra mate
 matica e musica</strong></strong></strong></h2><h3 id="m_338402860156032883
 2m_502957714386388713giovanni-ciccotti-gianni-battimelli-universita-di-roma
 -la-sapienza">Danilo Capecchi&nbsp;-&nbsp;<em>Università di Roma</em>&nbsp;
 La Sapienza</h3><table cellpadding="0"><tbody><tr><td>Sebbene la tesi secon
 do cui la storia della musica e la storia della scienza siano inseparabili 
 sia ormai esplicitamente accettata da tutti gli storici, solo pochi hanno t
 ratto la conclusione appropriata: per studiare la storia della musica, è ne
 cessario utilizzare anche gli strumenti della storia della scienza.<br />Qu
 esto è particolarmente vero per la comprensione del pensiero dei teorici de
 lla musica alle soglie della rivoluzione scientifica, come nel caso di Giov
 anni Battista Benedetti (1530-1590), oggetto del seminario. Egli fu tra i p
 rimi matematici professionisti a mostrare interesse per la musica speculati
 va, più di un millennio dopo il matematico greco Claudio Tolomeo (II secolo
 ). Benedetti riporta le sue considerazioni sulla teoria della musica in due
  lettere indirizzate al famoso musicista fiammingo Cipriano de Rore (1515?-
 1565), pubblicate nell'opera del 1585&nbsp;<em>Diversarum speculationum mat
 hematicarum physicarum liber</em>. Egli avanza su due fronti di indagine di
 stinti. Da un punto di vista matematico, si occupa dell'organizzazione dell
 e scale musicali; da un punto di vista fisico, della natura del suono e del
 le consonanze.<br />Forse il suo contributo più importante nella storia del
 la musica è stato consolidare l'idea che il suono sia dovuto a vibrazioni p
 eriodiche dell'aria e che le consonanze siano legate a semplici rapporti di
  frequenze piuttosto che a lunghezze astratte delle corde, che potrebbero a
 l massimo spiegare i toni degli strumenti a corda ma non di altri strumenti
 . Ciò ha permesso di dare una spiegazione meccanicistica delle consonanze e
  di eliminare l'aura mistica associata ai concetti numerologici pitagorici 
 e platonici.<br />Importante sia per la musica sia per la meccanica è la pr
 ima dimostrazione teorica di Benedetti secondo cui la frequenza di vibrazio
 ne di una corda è inversamente proporzionale alla sua lunghezza.</td></tr><
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