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SUMMARY:Deadline_Call for papers_Il confine mobile tra pubblico e privato: fonti, metodologie, nuovi approcci di ricerca nell’Età contemporanea
DESCRIPTION:Call for papers\n\nIl confine mobile tra pubblico e privato: fonti, metodol
 ogie, nuovi approcci di ricerca nell’Età contemporanea\n\n29-30 maggio 2025
 \nSapienza Università di Roma\nFacoltà di Lettere e filosofia. Piano terra,
  Aula di Archeologia.\nDeadline: 25 gennaio 2025\nEnglish version below\n \
 nIl Dottorato SAR (Storia, Antropologia, Religioni), in collaborazione con 
 il Laboratorio di Storia Contemporanea, promuove Il Convegno Internazionale
  delle Dottorande e dei Dottorandi in storia contemporanea, dal titolo Il c
 onfine mobile tra pubblico e privato: fonti, metodologie, nuovi approcci di
  ricerca nell’Età contemporanea. Il convegno si focalizza sui diversi aspet
 ti e approcci relativi alle categorie del pubblico e del privato, intendend
 oli come strumenti epistemologici che variano a seconda del settore e del p
 unto di vista. Dunque, nozioni che cambiano a seconda della teoria e della 
 molteplicità dei contesti storici. Di qui, l’utilizzo della polarizzazione 
 pubblico/privato come prisma per esplorare la dialettica della dimensione p
 olitica e istituzionale, come lente di lettura delle relazioni e delle perc
 ezioni dell’individuo in rapporto alla società e come strumento di analisi 
 della dimensione giuridica e della organizzazione della collettività. Si de
 sidera, dunque, accogliere questa eterogeneità di applicazione del binomio 
 ospitando sia ricerche che si muovono all’interno della dialettica pubblico
 /privato tout court, sia studi che esplorano spazi interstiziali fra i due 
 poli, sia indagini che sfidano questa divisione ermetica fra i due ambiti, 
 mettendoli in discussione nel loro binarismo o proponendo nuove lenti di an
 alisi. Consapevoli della diversa validità che il binomio pubblico/privato h
 a assunto nel corso della storia, l’accezione che assume nell’età contempor
 anea è determinata anche dalla peculiarità e varietà delle fonti: scritti e
 goriferiti, diari, memorie, lettere, ma anche le fonti orali. Materiali aud
 iovisivi e radiofonici offrono poi l’opportunità di riflettere in modo crit
 ico sull’attualità del binomio pubblico/privato e delle sue declinazioni. P
 ur essendo rivolta innanzitutto a ricerche di storia, la call for paper è a
 perta anche agli studiosi/alle studiose di altri settori disciplinari, purc
 hé abbiano un taglio storico sull’età contemporanea, al fine di creare un’o
 pportunità di confronto e sviluppare nuove prospettive di ricerca sul tema.
  Il convegno è pensato come occasione per discutere ricerche in corso con p
 articolare attenzione per la riflessione metodologica. Per tale ragioni, si
  invita a presentare contributi che esplorino le seguenti linee di ricerca:
 \n1. Storia del colonialismo\n2. Storia dei movimenti politici\n3. Storia d
 ella medicina e dei sistemi sanitari\n4. Storie delle donne e di genere\n5.
  Storia dell’agricoltura, storia ambientale, ecologia politica\nSi prevede 
 la partecipazione in qualità di discussant di: Giulia Beltrametti (Universi
 tà di Roma Tre), Chiara Giorgi (Sapienza, Università di Roma), Guido Panvin
 i (Sapienza, Università di Roma), Paola Stelliferi (Università di Padova), 
 Barbara Sorgoni (Università di Torino).\n1. Storia del colonialismo\nNelle 
 società coloniali, il predominio della minoranza «bianca» e il legittimarsi
  del potere politico-economico della madrepatria furono assicurati – oltre 
 che dal mantenimento di una sovranità militare e politica – dall’imposizion
 e di norme collettive e individuali di comportamento per soggetti colonizza
 ti e colonizzatori. La quotidianità dei primi venne regolata nelle dimensio
 ni dello spazio e del tempo: segregazione urbana e lavorativa, imposizione 
 di coprifuochi (ecc.). Per i secondi, si poneva la necessità di mantenere p
 ubblicamente uno stile di vita in grado di confermare le gerarchie razziali
  della colonia attraverso divisioni fisiche, economiche, sociali e simbolic
 he. Tuttavia, tra governo e soggetti coinvolti non si ebbero sempre idee co
 incidenti sull’applicazione di queste norme e regolamenti. Il disaccordo si
  espresse in spazi di rimodulazione e contestazione che diedero luogo a una
  realtà terza, una diversa prassi quotidiana negli spazi pubblici e privati
 , contrapposta alla teoria coloniale. Nell’ambito privato, la discrepanza t
 ra progetto delle autorità e soggetti coloniali si espresse in ambiti quali
  la sfera dell’intimità e dell’ambito domestico oppure nelle reti di scambi
 o di informazioni tra individui. Nell’ambito pubblico, si segnalano a titol
 o di esempio il dispiegarsi della violenza a danno dei colonizzati o le pro
 teste collettive per l’ottenimento di migliori condizioni di lavoro. Il pan
 el è rivolto a proposte di analisi connesse al fenomeno coloniale nel XIX e
  XX secolo. Si ricercano interventi che analizzino spazi di contestazione e
  rimodulazione di gerarchie e normative coloniali nell’ambito del pubblico 
 e del privato. Tra le linee di ricerca suggerite si segnalano:\n-  Diversit
 à delle forme e delle modalità di contestazione in base all’appartenenza et
 nica, nazionale, di genere e status economico-sociale dei soggetti dissiden
 ti;\n- Peculiarità dei singoli contesti coloniali;\n- Discrepanza tra proge
 tto coloniale della madrepatria ed effettiva prassi e quotidianità colonial
 e.\n \n2. Storia dei movimenti politici\nSe la storia della politica è anch
 e una: «storia delle emozioni politiche», è possibile chiedersi quanto lo s
 tudio dei miti, delle autorappresentazioni, delle letture, possa aiutare a 
 ricostruire la cultura politica e sociale di alcune e alcuni militanti di g
 ruppi, di organizzazioni, di partiti; è possibile domandarsi se e come l’or
 izzonte soggettivo, e allo stesso tempo collettivo e condiviso, possa aver 
 impattato sul sistema politico stesso. Ci si potrebbe interrogare, infine, 
 su come, in quale misura e attraverso quali documenti, sia possibile deline
 are i contorni di «comunità emozionali», che si riconoscono in uno stesso s
 istema di emozioni e nella stessa autorappresentazione valoriale, un rifugi
 o emotivo nel quale la sottocomunità elabora relazioni proprie. L’esperienz
 a emozionale, infatti, essendo collegata agli spazi e ai tempi nei quali si
  attualizza e concretizza, potrebbe divenire una chiave di lettura di un’es
 perienza culturale e sociale, forse anche generazionale. Alla luce di ciò, 
 l’obiettivo è di indagare le molteplici modalità di studio che prendano in 
 considerazione le categorie di pubblico/privato, o il loro superamento, all
 ’interno dei più differenti e vari movimenti politici dell’età contemporane
 a. I contributi possono seguire alcune linee di ricerca che si ritengono pu
 ramente esemplificative:\n- La dimensione della soggettività all’interno di
  esperienze politiche;\n- Particolari «comunità emozionali» formatesi all’i
 nterno di movimenti politici;\n- Casi studio specifici;\n- Conflitti genera
 zionali dell’età contemporanea e l’intreccio di pubblico/privato.\n3. Stori
 a della medicina e dei sistemi sanitari La particolare interconnessione tra
  il pubblico e il privato nella tutela della salute è una delle questioni c
 he il nostro modello sociale dovrà ripensare negli anni a venire. L’indagin
 e della storia di questo rapporto multidimensionale può aiutare in questo c
 ompito, che non spetterà solo agli esperti in materia. L’attenzione vuole d
 unque andare alla problematizzazione dei nodi, delle sfide, degli interessi
  che ne hanno segnato l’evoluzione, dalla fine della Seconda guerra mondial
 e all’inizio del terzo millennio. Verranno apprezzati in particolare contri
 buti e linee di ricerca che esplorino i seguenti temi:\n- Cambiamento dei p
 rincipi fondanti i modelli sanitari nati nella fase di espansione dello sta
 to sociale successiva alla Seconda guerra mondiale;\n- Trasformazione del S
 ervizio Sanitario Nazionale italiano nello scenario di riforme avviate dagl
 i anni Ottanta e, in particolare, dalla firma del Trattato di Maastricht;\n
 - Ruolo dei movimenti, dei sindacati e dei partiti politici nella promozion
 e di specifiche linee sul rapporto tra salute della collettività e iniziati
 va privata;\n- Storia di singoli istituti e istituzioni, nazionali ed inter
 nazionali, con un ruolo centrale nella definizione e gestione delle politic
 he sanitarie;\n- Peso e intervento della sanità privata e delle grandi case
  farmaceutiche nei sistemi sanitari e operazione di lobbying nei confronti 
 dei decisori politici.\n4. Storie delle donne e di genere\nLa storia delle 
 donne e di genere, sviluppatasi nella seconda metà del secolo scorso anche 
 sulla scia dell’esplosione dei movimenti femministi, ha dato visibilità a u
 n soggetto – le donne, appunto – che, al pari di altri gruppi subalterni er
 a stato tenuto ai margini della storiografia. Dialogando in particolare con
  l’antropologia, con la storia orale e con la microstoria, ha cercato di di
 latare il campo della ricerca e di sollecitare un rinnovamento del metodo s
 torico. Le prime ricerche sono state rivolte a rintracciare le tracce della
  presenza femminile nella storia, ma anche a svelare la pluralità delle esp
 erienze e delle rappresentazioni. All’intento “integrativo” si è presto agg
 iunto anche l’obiettivo di ricostruire, mettendo a frutto le potenzialità a
 nalitiche della categoria di genere, le dinamiche delle trasformazioni soci
 ali ed economiche, le relazioni interpersonali, gli spazi di agency disponi
 bili o conquistati da gruppi sociali e individui. Da quanto detto è chiaro 
 che la storia delle donne e di genere ha messo al centro dell’analisi quel 
 “personale” che era stato spesso ignorato dalla storia dei partiti politici
  e delle istituzioni. Concentrandosi sulla storia delle relazioni, della fa
 miglia, del lavoro di cura, della sessualità, della salute, della violenza 
 e di tutti quei fenomeni, codici culturali o rappresentazioni dai quali può
  emergere una qualche forma di specificità o gerarchia determinata dai rapp
 orti di genere, questa prospettiva di ricerca ha messo in luce la porosità 
 delle barriere tra personale e politico e tra pubblico e privato. Il conveg
 no darà spazio dunque a ricerche in corso che usino il genere come categori
 a di indagine relazionale per l’età contemporanea e che evidenzino il risvo
 lto politico insito nelle dinamiche, nelle relazioni, nelle biografie o nei
  percorsi collettivi che studiano. Per tali ragioni si invita a presentare 
 contributi che esplorino, ma non si limitino, ai seguenti temi:\n- Corpi e 
 il loro disciplinamento;\n- Sessualità e diritti riproduttivi;\n- Femminism
 i, movimenti lgbtq+.\n5. Storia dell’agricoltura, storia ambientale, ecolog
 ia politica\nNegli ultimi decenni la storiografia ha approfondito le dinami
 che di quelle forme tradizionali di gestione collettiva che trascendono la 
 dicotomia pubblico-privato: i “beni comuni”. La storiografia nazionale ha r
 isentito del dibattito neo-istituzionalista nord europeo e prima ancora deg
 li studi di Elinor Ostrom, pur nascendo come riflessione interdisciplinare 
 di matrice microstorica e locale. Non è un caso quindi che la questione ven
 ga posta nell’ormai abbondante riflessione sulle cosiddette “aree interne”,
  dove, anche a livello istituzionale, si sta prendendo atto dei benefici de
 i beni comuni contro la loro marginalizzazione. A causa della crisi ecologi
 ca e della necessità di trovare un modo alternativo di gestire le risorse n
 aturali, la storia ambientale, specie nella sua intersezione con l’ecologia
  politica, propone in modo non univoco ma originale di rileggere e comprend
 ere i beni comuni. Il panel è aperto dunque a tutte quelle ricerche che ten
 tano di approfondire la conoscenza degli usi civici, dello sfruttamento del
 le risorse gestite collettivamente, degli spazi interstiziali della logica 
 pubblico/privata. Per tali ragioni si invita a presentare ricerche e contri
 buti che esplorino i seguenti temi, anche non limitandosi ad essi:\n- Forme
  di gestione collettiva dei beni;\n- Beni comuni come alternative alla gest
 ione pubblico/privata;\n- Aree interne e sfruttamento delle risorse natural
 i.\nInformazioni e termini\nTermine per l’invio delle proposte di intervent
 o: 25 gennaio Destinatari: gli/le studenti di laurea magistrale, laureati/e
  magistrali, dottorandi/e e dottori/esse di ricerca che abbiano conseguito 
 il titolo da non più di 5 anni dalla deadline della call. Le proposte d’int
 ervento (in italiano o inglese) dovranno essere inviate sotto forma di abst
 ract (max. 500 parole esclusa bibliografia) all'indirizzo mail Questo indir
 izzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per
  vederlo., che dovrà essere utilizzato anche per contatti e informazioni. L
 e proposte saranno valutate in maniera anonima; l’esito della valutazione s
 arà comunicato via e-mail entro il 25 febbraio. I/le candidati/e selezionat
 i/e dovranno inviare un paper (circa 6 mila caratteri) del proprio interven
 to al comitato organizzativo e scientifico entro il 1º maggio allo stesso i
 ndirizzo mail. Il convegno si terr in presenza, ma saranno valutate possibi
 li partecipazioni a distanza in caso di particolari necessit indicate al mo
 mento della candidatura.\nComitato scientifico:\nGiulia Beltrametti\nGianlu
 ca Bo\nGiada Iman Ferru\nChiara Giorgi\nMattia Iorillo\nLorenza Moretti\nGi
 acomo Simoncelli\nPaola Stelliferi\nBarbara Sorgoni\n\nComitato organizzati
 vo:\nGianluca Bo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È neces
 sario abilitare JavaScript per vederlo.\nGiada Iman Ferru: Questo indirizzo
  email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per ved
 erlo.\nMattia Iorillo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È 
 necessario abilitare JavaScript per vederlo.\nLorenza Moretti: Questo indir
 izzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per
  vederlo.\nGiacomo Simoncelli: Questo indirizzo email è protetto dagli spam
 bots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.\nPer maggiori informaz
 ioni, si veda il link (https://cdn3.me-qr.com/pdf/69ec01a7-0bff-4d28-83e2-f
 8c9798cbac8.pdf?fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAAaZTf253p6puRYO3MIGoss7uy9FsJ9-gl5
 mzNQY1waSdLkeTcgyIL0QC7dg_aem_mZysrRhW0G7_EIpxeL3rzQ).\n\n
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 ter;"><br /><strong>Il confine mobile tra pubblico e privato: fonti, metodo
 logie, nuovi approcci di ricerca nell’Età contemporanea</strong></p><p styl
 e="text-align: center;"><br />29-30 maggio 2025<br />Sapienza Università di
  Roma<br />Facoltà di Lettere e filosofia. Piano terra, Aula di Archeologia
 .<br />Deadline: 25 gennaio 2025<br />English version below</p><p>&nbsp;</p
 ><p>Il Dottorato SAR (Storia, Antropologia, Religioni), in collaborazione c
 on il Laboratorio di Storia Contemporanea, promuove Il Convegno Internazion
 ale delle Dottorande e dei Dottorandi in storia contemporanea, dal titolo I
 l confine mobile tra pubblico e privato: fonti, metodologie, nuovi approcci
  di ricerca nell’Età contemporanea. Il convegno si focalizza sui diversi as
 petti e approcci relativi alle categorie del pubblico e del privato, intend
 endoli come strumenti epistemologici che variano a seconda del settore e de
 l punto di vista. Dunque, nozioni che cambiano a seconda della teoria e del
 la molteplicità dei contesti storici. Di qui, l’utilizzo della polarizzazio
 ne pubblico/privato come prisma per esplorare la dialettica della dimension
 e politica e istituzionale, come lente di lettura delle relazioni e delle p
 ercezioni dell’individuo in rapporto alla società e come strumento di anali
 si della dimensione giuridica e della organizzazione della collettività. Si
  desidera, dunque, accogliere questa eterogeneità di applicazione del binom
 io ospitando sia ricerche che si muovono all’interno della dialettica pubbl
 ico/privato tout court, sia studi che esplorano spazi interstiziali fra i d
 ue poli, sia indagini che sfidano questa divisione ermetica fra i due ambit
 i, mettendoli in discussione nel loro binarismo o proponendo nuove lenti di
  analisi. Consapevoli della diversa validità che il binomio pubblico/privat
 o ha assunto nel corso della storia, l’accezione che assume nell’età contem
 poranea è determinata anche dalla peculiarità e varietà delle fonti: scritt
 i egoriferiti, diari, memorie, lettere, ma anche le fonti orali. Materiali&
 nbsp;audiovisivi e radiofonici offrono poi l’opportunità di riflettere in m
 odo critico sull’attualità del binomio pubblico/privato e delle sue declina
 zioni. Pur essendo rivolta innanzitutto a ricerche di storia, la call for p
 aper è aperta anche agli studiosi/alle studiose di altri settori disciplina
 ri, purché abbiano un taglio storico sull’età contemporanea, al fine di cre
 are un’opportunità di confronto e sviluppare nuove prospettive di ricerca s
 ul tema. Il convegno è pensato come occasione per discutere ricerche in cor
 so con particolare attenzione per la riflessione metodologica. Per tale rag
 ioni, si invita a presentare contributi che esplorino le seguenti linee di 
 ricerca:</p><p>1. Storia del colonialismo</p><p>2. Storia dei movimenti pol
 itici</p><p>3. Storia della medicina e dei sistemi sanitari</p><p>4. Storie
  delle donne e di genere</p><p>5. Storia dell’agricoltura, storia ambiental
 e, ecologia politica</p><p>Si prevede la partecipazione in qualità di discu
 ssant di: Giulia Beltrametti (Università di Roma Tre), Chiara Giorgi (Sapie
 nza, Università di Roma), Guido Panvini (Sapienza, Università di Roma), Pao
 la Stelliferi (Università di Padova), Barbara Sorgoni (Università di Torino
 ).</p><p>1. Storia del colonialismo</p><p>Nelle società coloniali, il predo
 minio della minoranza «bianca» e il legittimarsi del potere politico-econom
 ico della madrepatria furono assicurati – oltre che dal mantenimento di una
  sovranità militare e politica – dall’imposizione di norme collettive e ind
 ividuali di comportamento per soggetti colonizzati e colonizzatori. La quot
 idianità dei primi venne regolata nelle dimensioni dello spazio e del tempo
 : segregazione urbana e lavorativa, imposizione di coprifuochi (ecc.). Per 
 i secondi, si poneva la necessità di mantenere pubblicamente uno stile di v
 ita in grado di confermare le gerarchie razziali della colonia attraverso d
 ivisioni fisiche, economiche, sociali e simboliche. Tuttavia, tra governo e
  soggetti coinvolti non si ebbero sempre idee coincidenti sull’applicazione
  di queste norme e regolamenti. Il disaccordo si espresse in spazi di rimod
 ulazione e contestazione che diedero luogo a una realtà terza, una diversa 
 prassi quotidiana negli spazi pubblici e privati, contrapposta alla teoria 
 coloniale. Nell’ambito privato, la discrepanza tra progetto delle autorità 
 e soggetti coloniali si espresse in ambiti quali la sfera dell’intimità e d
 ell’ambito domestico oppure nelle reti di scambio di informazioni tra indiv
 idui. Nell’ambito pubblico, si segnalano a titolo di esempio il dispiegarsi
  della violenza a danno dei colonizzati o le proteste collettive per l’otte
 nimento di migliori condizioni di lavoro. Il panel è rivolto a proposte di 
 analisi connesse al fenomeno coloniale nel XIX e XX secolo. Si ricercano in
 terventi che analizzino spazi di contestazione e rimodulazione di gerarchie
  e normative coloniali nell’ambito del pubblico e del privato. Tra le linee
  di ricerca suggerite si segnalano:</p><p>-&nbsp; Diversità delle forme e d
 elle modalità di contestazione in base all’appartenenza etnica, nazionale, 
 di genere e status economico-sociale dei soggetti dissidenti;<br />- Peculi
 arità dei singoli contesti coloniali;<br />- Discrepanza tra progetto colon
 iale della madrepatria ed effettiva prassi e quotidianità coloniale.</p><p>
 &nbsp;</p><p>2. Storia dei movimenti politici</p><p>Se la storia della poli
 tica è anche una: «storia delle emozioni politiche», è possibile chiedersi 
 quanto lo studio dei miti, delle autorappresentazioni, delle letture, possa
  aiutare a ricostruire la cultura politica e sociale di alcune e alcuni mil
 itanti di gruppi, di organizzazioni, di partiti; è possibile domandarsi se 
 e come l’orizzonte soggettivo, e allo stesso tempo collettivo e condiviso, 
 possa aver impattato sul sistema politico stesso. Ci si potrebbe interrogar
 e, infine, su come, in quale misura e attraverso quali documenti, sia possi
 bile delineare i contorni di «comunità emozionali», che si riconoscono in u
 no stesso sistema di emozioni e nella stessa autorappresentazione valoriale
 , un rifugio emotivo nel quale la sottocomunità elabora relazioni proprie. 
 L’esperienza emozionale, infatti, essendo collegata agli spazi e ai tempi n
 ei quali si attualizza e concretizza, potrebbe divenire una chiave di lettu
 ra di un’esperienza culturale e sociale, forse anche generazionale. Alla lu
 ce di ciò, l’obiettivo è di indagare le molteplici modalità di studio che p
 rendano in considerazione le categorie di pubblico/privato, o il loro super
 amento, all’interno dei più differenti e vari movimenti politici dell’età c
 ontemporanea. I contributi possono seguire alcune linee di ricerca che si r
 itengono puramente esemplificative:</p><p>- La dimensione della soggettivit
 à all’interno di esperienze politiche;<br />- Particolari «comunità emozion
 ali» formatesi all’interno di movimenti politici;<br />- Casi studio specif
 ici;<br />- Conflitti generazionali dell’età contemporanea e l’intreccio di
  pubblico/privato.</p><p>3. Storia della medicina e dei sistemi sanitari La
  particolare interconnessione tra il pubblico e il privato nella tutela del
 la salute è una delle questioni che il nostro modello sociale dovrà ripensa
 re negli anni a venire. L’indagine della storia di questo rapporto multidim
 ensionale può aiutare in questo compito, che non spetterà solo agli esperti
  in materia. L’attenzione vuole dunque andare alla problematizzazione dei n
 odi, delle sfide, degli interessi che ne hanno segnato l’evoluzione, dalla 
 fine della Seconda guerra mondiale all’inizio del terzo millennio. Verranno
  apprezzati in particolare contributi e linee di ricerca che esplorino i se
 guenti temi:</p><p>- Cambiamento dei principi fondanti i modelli sanitari n
 ati nella fase di espansione dello stato sociale successiva alla Seconda gu
 erra mondiale;</p><p>- Trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale ital
 iano nello scenario di riforme avviate dagli anni Ottanta e, in particolare
 , dalla firma del Trattato di Maastricht;<br />- Ruolo dei movimenti, dei s
 indacati e dei partiti politici nella promozione di specifiche linee sul ra
 pporto tra salute della collettività e iniziativa privata;<br />- Storia di
  singoli istituti e istituzioni, nazionali ed internazionali, con un ruolo 
 centrale nella definizione e gestione delle politiche sanitarie;<br />- Pes
 o e intervento della sanità privata e delle grandi case farmaceutiche nei s
 istemi sanitari e operazione di lobbying nei confronti dei decisori politic
 i.</p><p>4. Storie delle donne e di genere</p><p>La storia delle donne e di
  genere, sviluppatasi nella seconda metà del secolo scorso anche sulla scia
  dell’esplosione dei movimenti femministi, ha dato visibilità a un soggetto
  – le donne, appunto – che, al pari di altri gruppi subalterni era stato te
 nuto ai margini della storiografia. Dialogando in particolare con l’antropo
 logia, con la storia orale e con la microstoria, ha cercato di dilatare il 
 campo della ricerca e di sollecitare un rinnovamento del metodo storico. Le
  prime ricerche sono state rivolte a rintracciare le tracce della presenza 
 femminile nella storia, ma anche a svelare la pluralità delle esperienze e 
 delle rappresentazioni. All’intento “integrativo” si è presto aggiunto anch
 e l’obiettivo di ricostruire, mettendo a frutto le potenzialità analitiche 
 della categoria di genere, le dinamiche delle trasformazioni sociali ed eco
 nomiche, le relazioni interpersonali, gli spazi di agency disponibili o con
 quistati da gruppi sociali e individui. Da quanto detto è chiaro che la sto
 ria delle donne e di genere ha messo al centro dell’analisi quel “personale
 ” che era stato spesso ignorato dalla storia dei partiti politici e delle i
 stituzioni. Concentrandosi sulla storia delle relazioni, della famiglia, de
 l lavoro di cura, della sessualità, della salute, della violenza e di tutti
  quei fenomeni, codici culturali o rappresentazioni dai quali può emergere 
 una qualche forma di specificità o gerarchia determinata dai rapporti di ge
 nere, questa prospettiva di ricerca ha messo in luce la porosità delle barr
 iere tra personale e politico e tra pubblico e privato. Il convegno darà sp
 azio dunque a ricerche in corso che usino il genere come categoria di indag
 ine relazionale per l’età contemporanea e che evidenzino il risvolto politi
 co insito nelle dinamiche, nelle relazioni, nelle biografie o nei percorsi 
 collettivi che studiano. Per tali ragioni si invita a presentare contributi
  che esplorino, ma non si limitino, ai seguenti temi:</p><p>- Corpi e il lo
 ro disciplinamento;<br />- Sessualità e diritti riproduttivi;<br />- Femmin
 ismi, movimenti lgbtq+.</p><p>5. Storia dell’agricoltura, storia ambientale
 , ecologia politica</p><p>Negli ultimi decenni la storiografia ha approfond
 ito le dinamiche di quelle forme tradizionali di gestione collettiva che tr
 ascendono la dicotomia pubblico-privato: i “beni comuni”. La&nbsp;storiogra
 fia nazionale ha risentito del dibattito neo-istituzionalista nord europeo 
 e prima ancora degli studi di Elinor Ostrom, pur nascendo come riflessione 
 interdisciplinare di matrice microstorica e locale. Non è un caso quindi ch
 e la questione venga posta nell’ormai abbondante riflessione sulle cosiddet
 te “aree interne”, dove, anche a livello istituzionale, si sta prendendo at
 to dei benefici dei beni comuni contro la loro marginalizzazione. A causa d
 ella crisi ecologica e della necessità di trovare un modo alternativo di ge
 stire le risorse naturali, la storia ambientale, specie nella sua intersezi
 one con l’ecologia politica, propone in modo non univoco ma originale di ri
 leggere e comprendere i beni comuni. Il panel è aperto dunque a tutte quell
 e ricerche che tentano di approfondire la conoscenza degli usi civici, dell
 o sfruttamento delle risorse gestite collettivamente, degli spazi interstiz
 iali della logica pubblico/privata. Per tali ragioni si invita a presentare
  ricerche e contributi che esplorino i seguenti temi, anche non limitandosi
  ad essi:</p><p>- Forme di gestione collettiva dei beni;<br />- Beni comuni
  come alternative alla gestione pubblico/privata;<br />- Aree interne e sfr
 uttamento delle risorse naturali.</p><p>Informazioni e termini</p><p>Termin
 e per l’invio delle proposte di intervento: 25 gennaio Destinatari: gli/le 
 studenti di laurea magistrale, laureati/e magistrali, dottorandi/e e dottor
 i/esse di ricerca che abbiano conseguito il titolo da non più di 5 anni dal
 la deadline della call. Le proposte d’intervento (in italiano o inglese) do
 vranno essere inviate sotto forma di abstract (max. 500 parole esclusa bibl
 iografia) all'indirizzo mail <joomla-hidden-mail  is-link="1" is-email="1" 
 first="Y29udGVtcG9yYW5laXN0aXNhcg==" last="Z21haWwuY29t" text="Y29udGVtcG9y
 YW5laXN0aXNhckBnbWFpbC5jb20=" base="" >Questo indirizzo email è protetto da
 gli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.</joomla-hidden
 -mail>, che dovrà essere utilizzato anche per contatti e informazioni. Le p
 roposte saranno valutate in maniera anonima; l’esito della valutazione sarà
  comunicato via e-mail entro il 25 febbraio. I/le candidati/e selezionati/e
  dovranno inviare un paper (circa 6 mila caratteri) del proprio intervento 
 al comitato organizzativo e scientifico entro il 1º maggio allo stesso indi
 rizzo mail. Il convegno si terr in presenza, ma saranno valutate possibili 
 partecipazioni a distanza in caso di particolari necessit indicate al momen
 to della candidatura.</p><p>Comitato scientifico:<br />Giulia Beltrametti<b
 r />Gianluca Bo<br />Giada Iman Ferru<br />Chiara Giorgi<br />Mattia Iorill
 o<br />Lorenza Moretti<br />Giacomo Simoncelli<br />Paola Stelliferi<br />B
 arbara Sorgoni</p><p><br />Comitato organizzativo:<br />Gianluca Bo: <jooml
 a-hidden-mail  is-link="1" is-email="1" first="Z2lhbmx1Y2EuYm8=" last="dW5p
 cm9tYTEuaXQ=" text="Z2lhbmx1Y2EuYm9AdW5pcm9tYTEuaXQ=" base="" >Questo indir
 izzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per
  vederlo.</joomla-hidden-mail><br />Giada Iman Ferru: <joomla-hidden-mail  
 is-link="1" is-email="1" first="Z2lhZGFpbWFuLmZlcnJ1" last="dW5pcm9tYTEuaXQ
 =" text="Z2lhZGFpbWFuLmZlcnJ1QHVuaXJvbWExLml0" base="" >Questo indirizzo em
 ail è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederl
 o.</joomla-hidden-mail><br />Mattia Iorillo: <joomla-hidden-mail  is-link="
 1" is-email="1" first="bWF0dGlhLmlvcmlsbG8=" last="dW5pcm9tYTEuaXQ=" text="
 bWF0dGlhLmlvcmlsbG9AdW5pcm9tYTEuaXQ=" base="" >Questo indirizzo email è pro
 tetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.</jooml
 a-hidden-mail><br />Lorenza Moretti: <joomla-hidden-mail  is-link="1" is-em
 ail="1" first="bG9yZW56YS5tb3JldHRp" last="dW5pcm9tYTEuaXQ=" text="bG9yZW56
 YS5tb3JldHRpQHVuaXJvbWExLml0" base="" >Questo indirizzo email è protetto da
 gli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.</joomla-hidden
 -mail><br />Giacomo Simoncelli: <joomla-hidden-mail  is-link="1" is-email="
 1" first="Z2lhY29tby5zaW1vbmNlbGxp" last="dW5pcm9tYTEuaXQ=" text="Z2lhY29tb
 y5zaW1vbmNlbGxpQHVuaXJvbWExLml0" base="" >Questo indirizzo email è protetto
  dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.</joomla-hid
 den-mail></p><p>Per maggiori informazioni, si veda il <a href="https://cdn3
 .me-qr.com/pdf/69ec01a7-0bff-4d28-83e2-f8c9798cbac8.pdf?fbclid=PAZXh0bgNhZW
 0CMTEAAaZTf253p6puRYO3MIGoss7uy9FsJ9-gl5mzNQY1waSdLkeTcgyIL0QC7dg_aem_mZysr
 RhW0G7_EIpxeL3rzQ" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</p><p><img src=
 "https://societastoriadellascienza.it/images/soci/73-FABIO_FRISINO/new_63/S
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