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Le collezioni digitali ci parlano del futuro?
Giovedì 30 Aprile 2026
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Entrare in un museo significa spesso fare un viaggio nel tempo. Oggetti, reperti, collezioni raccontano mondi lontani, tracce di ciò che è stato. Ma cosa succede quando queste tracce diventano dati? E se proprio gli archivi del passato potessero aiutarci a capire il futuro?

Oggi, anche grazie alla digitalizzazione, le collezioni scientifiche stanno vivendo una nuova vita. Migliaia di reperti vengono fotografati, catalogati e resi accessibili online, trasformandosi in un patrimonio condiviso e consultabile. Non più soltanto oggetti da osservare, ma informazioni da esplorare.

Tra queste collezioni, gli erbari occupano un posto speciale. Si tratta di raccolte di piante essiccate, conservate con cura nel corso dei secoli. A prima vista possono sembrare semplici fogli, fragili e silenziosi. In realtà, ciascuno contiene una quantità sorprendente di informazioni: la specie, il luogo e la data di raccolta, le caratteristiche dell’ambiente in cui quella pianta viveva.

Messi insieme, questi frammenti compongono una mappa del passato: raccontano dove si trovavano le specie, come erano distribuite, quali ambienti le ospitavano. E proprio grazie alla digitalizzazione, questa mappa può essere oggi riletta su scala molto più ampia, incrociata con altri dati, analizzata con nuovi strumenti.

È così che le collezioni storiche diventano risorse per il presente. Permettono di osservare come la distribuzione delle specie sia cambiata nel tempo, di riconoscere gli effetti del cambiamento climatico, di individuare segnali della perdita di biodiversità. In altre parole, aiutano a dare profondità temporale e storica ai problemi che affrontiamo oggi.

Le collezioni museali smettono così di essere solo custodi della memoria. Diventano strumenti attivi per comprendere il mondo che cambia. Trasformare oggetti in dati significa aprire nuove possibilità di conoscenza e rendere il passato una risorsa viva.

Guardare un erbario digitalizzato non è solo un gesto di curiosità. È un modo per allenare lo sguardo a cogliere le trasformazioni del nostro tempo. Perché, a volte, per capire dove stiamo andando, dobbiamo ripartire proprio da ciò che abbiamo conservato.


Intervengono
Elena Canadelli, Università degli Studi di Padova
Museo Botanico di Padova

Fabio De Pascale, Università degli Studi di Padova
National Biodiversity Future Center (NBFC)

Ingresso libero fino a esaurimento posti
È possibile iscriversi chiamando lo 041 2407711, cliccando sul link https://forms.gle/TBgk8eKboJLKUjb16
oppure inquadrando il QR code

 

Per maggiori informazioni, visita il sito web.

Giovedì 30 aprile, ore 17:30
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

Palazzo Loredan